giovedì 14 marzo 2013

PASSAPAROLA... BUZZ MARKETING 
qual'è la vostra opinione al riguardo?

Le aziende potrebbero investire di più per chi fa BUZZ MARKETING?

Buzz Marketing
Nell'ambito del marketing il passaparola (indicato con l'espressione word of mouth) indica il diffondersi, attraverso una rete sociale, di informazioni e/o consigli tra consumatori.
Da sempre il passaparola definisce una comunicazione parlata face-to-face, ma, con l'evoluzione dei mass media, vengono prese in considerazione in questo ambito anche le conversazioni telefoniche, i messaggi di testi inviati tramite 

SMS o il web, i post dei blog, nelle community, i messaggi istantanei ed e-mail e comunque qualsiasi messaggio che permetta una interazione tra persone. Alle volte il significato di passaparola è utilizzato anche per indicare dei rumor, dei gossip, il "sentito dire" e le allusioni.
In genere il metodo del passaparola è più comunemente utilizzato per indicare la trasmissione di un'informazione positiva piuttosto che negativa, anche se questo non è una regola assoluta.
Il buzz marketing, detto anche marketing delle conversazioni o marketing conversazionale è quell'insieme di operazioni di marketing non convenzionale volte ad aumentare il numero e il volume delle conversazioni riguardanti un prodotto o un servizio e, conseguentemente, ad accrescere la notorietà e la buona reputazione di una marca. Consiste cioè nel dare alle persone motivo di parlare circa un prodotto o servizio e nel facilitare quelle conversazioni.
La parola buzz è infatti onomatopeica e richiama il ronzio delle api: in estrema sintesi

 il buzz marketing
 rappresenta quindi la possibilità di raggiungere nel minor tempo possibile quello che viene definito "sciame", cioè un gruppo di utenti omogeneo per interessi rispetto a un tema o a una categoria di prodotti/servizi.
Buzz marketing è dunque la strategia di coloro che, consapevolmente o inconsapevolmente, gratis o a pagamento, utilizzano il web (tramite, ad esempio, blog, forum e social network) per parlare e far parlare (o cercare di far parlare) di beni, aziende o marche.


Il brusio della conversazione


Se il virale è la forma più innovativa di marketing, il buzz, il passaparola, è la sua parte più importante: un brusio che oggi si può governare cambiando l'approccio aziendale alla politica di marketing.


Negli acquisti, la fiducia è tutto.
 Un consumatore sarà sempre più propenso ad acquistare un prodotto o un servizio segnalato in modo positivo da un amico o da un conoscente. Allo stesso modo, ricevuto un giudizio negativo, la sua propensione all'acquisto scenderà drasticamente. Se si considera che nell'Internet degli ultimi anni la novità più rilevante passa sotto il nome di blogosfera, si capisce facilmente come il concetto di amico o conoscente e di fiducia si sia esteso alle relazioni digitali instaurate grazie ai blog.

Il valore dei blog

In passato, il rapporto fiduciario veniva costruito in maniera meno forte e più limitata in forum e community
 dedicate.
 I blog hanno ampliato le possibilità di costruzione di questo rapporto grazie al ruolo che si sono ritagliati nel Web:
luoghi non governati dall'alto, scarsamente influenzati dall'opinione comune, voce alternativa all'informazione istituzionale e ufficiale. Di un blog ti puoi fidare, perché il blog è alternativo ai circuiti di potere tradizionali (politico, economico, sociale).

Il passaparola

In questo quadro deve essere inserita l'analisi del fenomeno del buzz marketing, nella sua accezione più ampia. Il buzz marketing non coincide con il marketing virale, ma piuttosto ne è il suo cuore e parte vitale: è il brusio, il passaparola da utente a utente, la fase di diffusione del messaggio marketing (che esso sia stato generato in maniera virale o tradizionale). Nel buzz marketing bisogna ricomprendere tutte le voci che tradizionalmente vengono riferite al concetto di Consumer Generated Media, qualsiasi tipo di passaparola messo in atto dai consumatori (in modo autonomo o influenzato). Non solo blog, quindi, anche se nei blog si ha la più alta punta di diffusione di un certo messaggio, almeno dal punto di vista qualitativo: la possibilità di raggiungere nel minor tempo possibile quello che viene definito "sciame", cioè un gruppo di utenti omogeneo per interessi (rispetto a un tema o a una categoria di prodotti/servizi).

Consigli per gli acquisti

Secondo uno studio (ormai un po' datato) della società americana specializzata Scharpe Partners, ben il 76% dei consumatori statunitensi utilizzava il consiglio di amici come fonte per un acquisto. In assoluto, è questa la modalità più seguita, solo avvicinata (68%) da precedenti esperienze d'acquisto e ben distanziata da altre forme di informazione (dall'8% del sito aziendale al 15% della pubblicità al 22% di articoli su riviste). Questo può rendere l'idea di quanto sia fondamentale il passaparola, nel bene e nel male.
Scelta delle fonti per gli acquisti

La complessità del buzz

Infatti, se i vantaggi del buzz marketing sono evidenti (capacità di persuasione, costi praticamente nulli, tempi di propagazione ridotti), non bisogna trascurare anche gli aspetti negativi. Il brusio può risolversi non solo a beneficio dell'azienda o di un prodotto, ma anche nel suo contrario: il buzz marketing fornisce però al suo stesso interno gli argomenti per gestire l'impatto sfavorevole sul pubblico. Tutto ciò è reso possibile dal Web, e in particolare dallo strumento blog.

La rivoluzione del mercato

Prima di esso, il passaparola era uno strumento conosciuto e utilizzato anche ai fini di marketing, ma era monodirezionale: che fosse provocato volontariamente con un'azione di tipo virale o che nascesse spontaneo da parte dei consumatori, una volta innescato, il passaparola non era più controllabile. Così, le critiche o le polemiche non erano gestibili dall'azienda stessa. Oggi, con il Web e i blog, "i mercati sono conversazioni", per utilizzare la prima e più celebre tesi del Cluetrain Manifesto. Questo significa che le aziende devono essere pronte e disponibili a mettersi in ascolto e dialogare con i propri utenti/clienti, senza nascondersi dietro il dito delle pubbliche relazioni di tipo tradizionale (e monodirezionale).

Gli strumenti...

Questa è la differenza epocale nel modo di fare marketing ieri e oggi (e ancor più domani). Questo è ormai considerato l'unico modo possibile di interpretare il buzz marketing. Per farlo, un'organizzazione di qualsiasi tipo deve dotarsi degli strumenti e della mentalità necessaria per affrontare questo cambiamento. Il blog, nella sua versione corporate o in una affine (per esempio il blog personale degli esponenti più in vista della società), è il mezzo in grado di veicolare opinioni e pareri in un dibattito franco e aperto, in cui l'azienda scende dal piedistallo e si confronta con il suo pubblico di riferimento.

...e la mentalità

Non un blog istituzionale, quindi, ma al contrario un diario informale e diretto, capace di recepire, integrare e valorizzare anche le voci dissonanti rispetto al proprio modello di business. Il cliente, anche potenziale, deve essere recuperato e integrato, per quanto possibile, nella catena di produzione e valorizzazione del business. Non solo come parte terminale, come fruitore, ma come parte attiva e propositiva, utilizzandone consigli, suggerimenti e critiche al fine di migliorare la propria produzione, la propria immagine e in definitiva il proprio business.

16 commenti:

  1. io ancora non familiarizzo ne con questi termini ne con la nuova tecnologia, vado lenta lenta, forse per il lavoro e per la mia mansione di mamma indaffarata, comunque ti ringrazio delle tue informazioni molto utili!

    RispondiElimina
  2. per me è un pò complicato :D ... dovrei studiarmi bene la cosa...grazie per le informazioni :)

    RispondiElimina
  3. grazie per le info... lo rileggero' meglio...ma mi hai incuriosita

    RispondiElimina
  4. Informazione utile,ma cerco di esser cauta.. vado pian pianino,già è difficile che le aziende accettino collaborazioni..

    RispondiElimina
  5. complimenti per il post veramente interessante!!

    RispondiElimina
  6. Interessante, dovrei però rileggere con calma e attenzione a mente più fresca, a quest'ora vacillo e non ho capito proprio bene se farebbe al caso mio.

    RispondiElimina
  7. Fino ad un anno fa era tutto completamente nuovo e ancora fatico a capire alcune cose.

    RispondiElimina
  8. io faccio parte di the insider che si occupa proprio di quello che hai scritto nell'articolo ed ho anche ricevuto un bel pò di prodotti da distribuire e fare passa parola,mi piace molto questo nuovo modo di fare marketing

    RispondiElimina
  9. Molto interessanti questo post, grazie per queste interessanti oppinione.

    RispondiElimina
  10. interessanti informazioni!grazie del post!

    RispondiElimina
  11. Interessantissimo....grazie per le info davvero utili

    RispondiElimina
  12. grazie delle info , da rifletterci su :)

    RispondiElimina
  13. Sono iscritta a siti che promuovono questo genere di attività

    RispondiElimina